CONTRO CORRENTE

Sempre le solite mete, simili – troppo simili – a quelle proposte dalle agenzie di viaggio. Ma i viaggi incentive non dovrebbero essere l’antitesi della banalità e del “già visto”?

Il turismo incentive ha regole diverse dal turismo individuale. Tipicamente il viaggio deve essere percepito come premio da parte dei partecipanti e quindi il cliente, che conosce i destinatari del premio, ha giustamente voce in capitolo nella scelta della destinazione. Poi c’è anche l’esigenza, sia da parte della società organizzatrice sia da parte del committente, di non rischiare; questo significa evitare che gli imprevisti di qualsiasi tipo lascino un cattivo ricordo nei partecipanti. Nonostante queste premesse la volontà di creare esperienze fuori dall’ordinario viene messa al primo posto per l’agenzia Mil. Destinazioni più tradizionali che ci vengono proposte.

Ci sforziamo sempre di trovare qualche variante “fuori dal comune. Questo fa differenza tra un viaggio acquistato in una buona agenzia turistica e un viaggio “su misura” studiato insieme con il cliente per lasciare tracce positive nella memoria dei partecipanti.

Il percorso d’incentivazione durante un viaggio deve uscire dalle convenzioni della comunicazione aziendale per entrare in una dimensione ludica di simulazione attraverso la quale
si creino nuovi stimoli legati all’emozione e all’esperienza. Per esempio, un safari a piedi in Africa in una riserva privata con una prova di orienteering può diventare un’attività dai toni avventurosi nella quale si esalta il valore della metafora e si creano occasioni insolite per stimolare la creatività e lo spirito di adattamento. Una case history significativa a questo proposito riguarda l’ultimo viaggio organizzato da Mil per un gruppo finanziario quotato, di ben 120 partecipanti e con un budget di ottocentomila euro.

L’obiettivo era coinvolgere il cliente offrendo qualcosa di stimolante dal punto di vista naturalistico, culturale e intellettuale. Coprire una fetta d’ Africa in nove giorni significava quindi legare la scelta della destinazione a una valenza strategica. Il viaggio inizia da Cape Town, con soggiorno in una struttura alberghiera di grande interesse che mescola la tradizione ottocentesca al design contemporaneo. I partecipanti hanno la possibilità di vedere un paese lanciato verso il futuro con il turismo balneare, l’agricoltura, la modernità delle strutture. Poi prosegue nel Botswana con l’emozione del safari in una delle zone più ricche dal punto di vista naturalistico: flora e fauna, elefanti e giraffe, jungla e savana. Oltre alla natura, il lusso dei lodge, l’incontro con la popolazione locale, un viaggio su un antico treno a vapore. Infine l’attraversamento in barca del fiume Zambesi, le spa immerse nella jungla, i trasferimenti in jeep verso luoghi esclusivi.

La terza tappa del viaggio è in Zambia, con la visita delle Victoria Falls, un precipizio d’acqua che fa vivere ai partecipanti l’emozione dei primi esploratori europei in Africa. Il viaggio è stato preparato con cura per l’informazione fornita a ogni partecipante, sia via mail sia via mms, oltre che per la documentazione sul viaggio: un avatar raccontava “a voce” tutti i passaggi del viaggio a cominciare dall’appuntamento in aeroporto per la partenza fino al ritorno.

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